Trichet chiede riforme strutturali in Italia
Piazza Affari (non) dà i numeri
Sul finale di seduta delle principali Borse europee, sulla scia del ribasso di Wall Street, tutti gli indici sono andati in tilt. Un black out tecnico ha colpito i listini di Parigi e Milano. La performance definitiva di fine giornata dell'indice Ftse Mib aggiornata sulle piattaforme di negoziazione è la peggiore dal 2 aprile 2009. Piazza Affari ha chiuso infatti a -5,6 per cento. Non risultano ancora aggiornati gli indici milanesi. Leggi Un Cav. misurato e concreto offre ascolto a chi gli chiede la testa - Leggi Berlusconi difende la solidità dell’Italia e segue la via dialogante del Quirinale
21 AGO 20

***
"E' stata una discussione approfondita, responsabile e dettata da obiettivo di arrivare a un patto di stabilità crescita e coesione sociale assolutamente entro settembre". Lo ha detto il premier Berlusconi al termine del vertice con le parti sociali a palazzo Chigi, e poi ha aggiunto "L'esecutivo si metterà al lavoronei prossimi giorni e si presenterà a settembre con un piano da sottoporre al Parlamento".
Il presidente di Confindustria Marcegaglia nel corso dell'incontro ha letto il documento redatto da Confindustria e sindacati e le altre parti sociali firmatarie della richiesta al governo di interventi anticrisi, con si chiede al governo un intervento su fisco, costi della politica, energia, municipalizzate e infrastrutture. "Il momento è grave – si legge nel documento – Va affrontato con la massima determinazione senza cercare scuse o scappatoie. Per parte nostra, siamo pronti ad assumerci tutte le responsabilità che la situazione richiede. Ma è il governo che deve prendere in mano il timone della politica economica e assumersi l'onere e la responsabilità di farci uscire da questa situazione". "Ora – ha aggiunto la leader degli industriali a nome di tutte le parti sociali – attendiamo di capire se verranno affrontati con urgenza".
Il leader della Cgil, Susanna Camusso, ha però rimarcato che la proposta di riforma dello Statuto dei lavoratori non è tra le priorità indicate dal documento messo a punto dalle organizzazioni: "Lo Statuto dei lavori è una provocazione del governo. Non è una proposta delle parti perché a nessuno interessa percorrere una strada di divisione visto che la riduzione dei diritti non ha mai portato una crescita".
"C'è una posizione comune di tutte le parti sociali. C'è bisogno di una strategia su costi della politica, infrastrutture ed energia. C'è bisogno di superare la logica dei veti che ha bloccato questo paese" aveva premesso in apertura del vertice il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni.
“Siamo qui per arrivare ad un accordo che si basa sulle vostre proposte per arrivare ad un patto che possa essere utile al paese” ha esordito il premier Berlusconi. Al tavolo hanno partecipato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, i ministri Tremonti, Calderoli, Romani, Sacconi, Gelmini, Brunetta, Matteoli, Romano, Fitto e Bernini. Per le parti sociali sono presenti i leader di Cgil, Cisl e Uil, Camusso, Bonanni e Angeletti, il presidente e il direttore generale dell'Abi, Mussari e Sabatini, e la presidente di Confindustria, Marcegaglia. “Per agganciare la crescita e rendere più celeri le procedure, bisogna cambiare l'architettura istituzionale dello stato” ha detto il premier, ribadendo poi che il nostro paese soffre di un gap infrastrutturale e ha una amministrazione pubblica pletorica. “Queste – ha aggiunto – sono concause del rallentamento della crescita economica italiana".
Il governo ha inoltre proposto alle parti sociali un documento comune per uscire dalla crisi. Il ministro del Welfar, Maurizio Sacconi, durante il suo intervento ha prospettato la possibilità di redigere una piattaforma unica tra governo e parti sociali per affrontare la situazione economica. Poi, rispondendo ai rilievi che la Cgil ha mosso alla ipotesi di mettere mano allo Statuto dei lavoratori presentata ieri dal premier nel suo intervento alla Camera tra gli strumenti anticrisi, ha detto: "La proposta sullo non costituisce una provocazione. Non penso mai che le proposte diverse dalla mia siano una provocazione".
L’intervento di Tremonti ha rimesso a tema il pareggio di bilancio: “La scelta di arrivare al pareggio entro il 2014 è politica, marca un tornante della storia ed è stata concordata a livello europeo sui tempi e sui metodi". Tremonti ha aggiunto che la decisione del governo di anticipare il pareggio di bilancio è stata fatta prima della crisi di luglio. “Il Pil non si fa per decreto: ma se non avessimo puntato al pareggio di bilancio – ha concluso – non avremmo avuto nemmeno il Pil".